METROPOLIS

Madonna,una storia di successo.

Oggi apro la categoria Personaggi Famosi parlando di un’artista che da oltre 20 anni è sempre in testa alle classifiche musicali dei dischi piu’ venduti:Madonna.
Perchè questo articolo?
Anche se sembrerebbe non aver nulla a che fare con i temi trattati in questo blog,c’è da dire che la popstar puo’ rappresentare un modello da seguire,in quanto la forza di volontà e determinazione di Madonna,l’hanno portata a perseguire e raggiungere  i suoi obiettivi.Oltre tutto questo sito vuole essere anche un contenitore di informazioni su svariati argomenti e alcune immagini rare che ho scovato in archivio,possono fare la felicità dei fans della cantante.

1958: Madonna nasce nel Michigan, a Bay City, una cittadina americana poco distante da De­troit. La sua famiglia, formata da altri sette fra­telli e dai genitori, può vantare un ottimo affia­tamento, e l’infanzia di Madonna sembra pro­cedere senza particolari problemi. Il padre, Sil­vio Tony Ciccone, di origine abruzzese, lavora per una compagnia automobilistica; infatti, Bay City è rinomata in tutto il mondo per la sua in­dustria nel settore.
Il tenore di vita della famiglia Ciccone è discre­to, nonostante il numero dei componenti, e la loro esistenza è abbastanza tranquilla. Madon­na e i suoi fratelli hanno più o meno la stessa età, vanno molto d’accordo. La piccola Luisa Vero­nica, è la favorita di papà; lei sa sempre come prenderlo ed ottenere quello che vuole. Ha inoltre uno stupendo rapporto con la madre, che le lascerà per tutta la vita dei ricordi dolcis­simi. Questo sconfinato affetto l’ha spinta a portare il suo stesso nome, quello di Madonna. La scomparsa della madre è piuttosto brusca e lascia un vuoto incolmabile all’interno del nu­cleo familiare: quando Madonna ha soltanto sette anni, la donna muore di cancro e lascia nello sconforto e nella disperazione i figli e il marito. L’uomo cerca di tirare avanti come può e di allevare i piccoli nel miglior modo possibile. Ma la mancanza della madre grava soprattutto su di loro dal punto di vista affettivo: manca loro un appoggio non solo importante, ma indi­spensabile per la crescita dei ragazzini. Madon­na si attacca molto al padre, cerca di essergli vi­cino, lo aiuta nelle faccede domestiche. In que­sto modo, la giovane impara a “vivere” molto prima degli altri; il suo carattere, già forte e de­terminato, si delinea piuttosto velocemente, a causa di questa necessità di crescere. Una ne­cessità forzata, ma che sicuramente ha contri­buito a fare di lei la donna consapevole e tenace che è adesso. Il suo temperamento ribelle e an­ticonformista viene per il momento frenato dai doveri più impellenti; oltre ad occuparsi della casa, la ragazzina riesce anche a dedicarsi allo studio, spronata dal premio in denaro che il pa­dre ha promesso al figlio più meritevole. Que­sto era una specie di borsa di studio che serviva da incitamento ai ragazzi. I fratelli sono tutti ap­passionati di pianoforte, almeno così pensa il si­gnor Silvio, visto che i sette seguono regolar­mente le lezioni che lui finanzia. Madonna, in­vece, non è affatto interessata ad imparare a suonare, ma ha una grande passione per il ballo e riesce ad ottenere i soldi necessari all’iscrizio­ne al corso di danza. Questo diventa il suo inte­resse principale, lo scopo della sua vita, quello che considera l’unico mezzo per emergere e al­lontanarsi da un’esistenza che comincia a diven­tare pressante per lei. Ma nonostante il suo­ amore per la danza, a cui si dedica per diverse ore al giorno, Madonna non trascura lo studio. Frequenta la scuola cattolica, ma il suo rappor­to con le suore e con il rigido regolamento dell’i­stituto è piuttosto difficile. L’anticonformismo che l’ha sempre caratterizzata comincia ad emergere di nuovo; presto abbandonata l’in­tenzione di farsi monaca, anche se la fede reli­giosa trasmessale dai genitori rimarrà sempre una forza che le darà coraggio, Madonna scopre il suo interesse per i ragazzi. Il suo carattere estroverso la fa sembrare più spregiudicata di quanto in realtà sia; infatti, dichiara che il primo ragazzo con cui ha dormito è stato il suo fidan­zato da molto tempo e che ne era davvero inna­morata. Più tardi smentisce anche questa ver­sione, ammettendo di aver perso la verginità in nome della carriera. Probabilmente non sapre­mo mai la verità, perché il suo desiderio di diso­rientare è troppo forte. Comunque, grazie al suo impegno nello studio, Madonna alle supe­riori vince una borsa di studio per l’Università del Michigan, in cui studia danza con Christop­her Flynn, il suo primo insegnante di ballo. Questo è un personagio molto importante nella vita di Madonna; è stato proprio Christopher a darle il coraggio di lasciare il Michigan per ap­prodare a New York, dove sicuramente avreb­be avuto più possibilità di sfondare. Christo­pher non pensa che la ragazza abbia grandi doti di ballerina, ma vede in lei molta determinazio­ne e fiducia nelle proprie qualità, qualcosa di particolare, una forza speciale che la rende di­versa dalle altre. L’incoraggiamento di Christopher Flynn è fondamentale, ma prima di la­sciare la sua città la ragazza deve darsi da fare e risparmiare denaro per un po’ di tempo; il mini­mo indispensabile per potersi permettere il bi­glietto di sola andata e per poter sopravvivere una volta giunta nella grande metropoli. Il desiderio di raggiungere le sue mete la incita a lavorare, a guadagnare, e il pensiero che i suoi sogni si sarebbero realizzati al più presto fa in modo che il tempo passi abbastanza velocemen­te. Nel frattempo, continua a beffeggiare la se­ria disciplina dell’Università con il suo atteggia­mento provocatorio e il suo strano abbiglia­mento. Pur non essendo una studente modello, dice di essersi divertita molto in quel periodo. Il padre e la famiglia accettano malgrado tutto la sua decisione di partire e comprendono la ne­cessità di realizzare le sue ambizioni. Un altro dei motivi che spingono la giovane ad andarse­ne è la decisione del padre di risposarsi, una de­cisione che lei non può condividere. Il ricordo di sua madre è ancora molto vivido in tutti loro, e per lei è inaccettabile che venga sostituita da un’altra donna. Madonna ha soltanto diciasset­te anni, quando parte per “la grande mela”, con non più di 35 dollari in tasca, un cappotto inver­nale nel bel mezzo dell’estate, una borsa piena di scarpette da ballo e calzamaglie, e tante spe­ranze. Sembra così sola e disperata che un com­pleto sconosciuto sarebbe spinto a darle vitto e alloggio completamente gratis. Una volta arri­vata a New York, si rende conto di non avere al­cun appoggio, e deve subito cominciare a lotta­re per ottenere un posto dove abitare e un lavo­ro che la faccia tirare avanti.
Si adatta a fare i mestieri più disparati e non sempre ben retribuiti: ma finalmente riesce ad entrare in una scuola di ballo tra le più prestigio­se, la Alvin Alley, grazie ad una borsa di studio. Qui cerca di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti finora a quel momento, sfruttando la sua preparazione nella danza classica, moderna e jazz. Ma Madonna non è una seria ballerina classica o una professionista di danza moderna e lascia presto Alvin Alley. Vive in un orrendo appartamento pieno di scarafaggi sulla Est 4th Street e continua  a lavorare come cameriera o commessa, mentre riflette sul da farsi. Fino a che non trova un posto come assistente di Pearl Lange, un coreografo di danza moderna, e rie­sce a farsi apprezzare anche dalla troupe di Lan­ge per le sue qualità artistiche. Ma purtroppo le compagnie sono tutte al completo e lei non rie­sce a trovare un’occupazione stabile. Rischia di non potersi nemmeno permettere il suo tugu­rio, quel posto orribile che lei definisce “un buco che cade a pezzi”, in cui si adatta a vivere con la certezza che il futuro le riserva ben altro. A questo punto, Madonna teme di vedere la porta del successo chiudersi davanti a lei: considerata la situazione con lucidità, decide di accantonare per il momento il ballo, e cerca altri modi per sfondare nel mondo dello spettacolo. La sua fretta di realizzarsi la spinge a valutare le sue qualità vocali e di recitazione, nelle quali però non nutre la stessa fiducia che ha in quelle di ballerina. Ormai si è fatta le ossa lavorando nei locali più malfamati della città e non ha certo paura dei loschi personaggi generalmente spac­ciati come “pericolosi”. Un inaspettato aiuto le giunge da un musicista, Dan Gilory, che Ma­donna incontra dopo qualche tempo. Dan vive in una sinagoga abbandonata con il fratello Ed, e i due cominciano subito ad apprezzare le sue doti di cantante e ballerina. Madonna stringe una profonda amicizia con i due ragazzi, ma presto riceve la proposta di recarsi a Parigi come corista e ballerina di Patrick Hernandez, che sta per intraprendere un tour internaziona­le. Madonna ha bussato a tutte le porte, cercan­do di contattare le persone più imporanti del mondo dello spettacolo, ed è approdata all’au­dizione per il tour di Hernandez, che a quel tempo aveva avuto un grossso successo con una canzone molto ballabile dal titolo “Born to be alive”. È immediatamente notata dai compo­nenti dello staff e viene ingaggiata con grandi aspettative.
Le proposte di una seria carriera professionale, di un lussuoso appartamento con tanto di came­riera e di un valido appoggio da parte di musici­sti professionisti la allettano molto, e quindi parte alla volta di Parigi. Ma l’approccio non è dei migliori; la ragazza non si sente libera di agi­re, la realtà che si trova davanti non si adatta al suo carattere esuberante e teso al protagoni­smo. Non sopporta le noiose cene e gli incontri di lavoro organizzati dai suoi impresari, e non trova neppure consolazione nei cibi raffinati consumati nei locali più lussuosi ed esclusivi della capitale francese, pur avendo alle spalle un passato fatto di pasti piuttosto miseri. Arriva anzi ad un punto di rigetto, è talmente contra­riata da questo genere di vita piena di iprocrisia e di bramosia di denaro che smette persino di mangiare. La collaborazione con Hernandez e il suo staff non dura più di sei mesi, dopo i quali Madonna, incitata anche dalle lettere di Dan che la pregano di tornare a casa, lascia Parigi di­cendo che deve assentarsi solo per qualche gior­no e riparte per New York senza fare più ritorno in Francia.
L’organizzazione di Patrick Hernadez aveva fiutato una vera artista, ma non aveva saputo sfruttarla; in quel periodo però, la ragazza ha imparato a suonare la batteria e il basso, oltre ad essere maturata come cantante. Pur non avendo grosse qualità può vantare una grinta in­credibile, che l’aiuterà in futuro ad affrontare le situazioni più difficili. A New York non ritorna a vivere con Dan ed Ed nella sinagoga, ma divi­de un appartamento con Martin Burgoyne, un illustratore. Con i due musicisti comincia invece a scrivere canzoni e ad imparare a suonare seriamente; Madonna ricorda questo periodo del­la sua vita come uno dei migliori, forse il più feli­ce. Si sente amata ed apprezzata e nello stesso tempo “accende” l’esistenza dei due ragazzi con la sua esuberanza e la sua voglia di emergere. Stimolati dalla sua incredibile forza di volontà e intraprendenza, che la spingono a darsi da fare per conoscere le persone “giuste”, quelle che li avrebbero aiutati a farli diventare famosi, i tre formano un gruppo chiamato “The Breakfast Club”.
Madonna è il nucleo portante della band; non trascura di contattare impresari, managers, persino negozianti di dischi, tempesta di telefo­nate l’intero paese pur di trovare qualcuno di­sposto a dar loro una mano per attuare il suo progetto.
Nel gruppo lei suona la batteria e una ex balleri­na, Angie Smit, il basso. Suona in diversi locali per tutte le sere della settimana; durante uno spettacolo, Madonna prova a cantare ed ottiene numerosi consensi e scroscianti applausi dal pubblico presente.
Questo accende in lei il desiderio di diventare la cantante dei “Breakfast Club”. La proposta viene accettata di buon grado da Dan, che allo­ra era il suo ragazzo, ma molto meno bene dal fratello Ed. Si crea così una situazione di tensio­ne e Madonna, considerando che per il gruppo le cose non si stavano muovendo come lei si aspettava, decide di lasciarli e di intraprendere una carriera per conto proprio. Ormai ha cerca­to di imparare da loro tutto quello che ha potuto per poi farlo tornare a suo favore, e si accinge a cercare degli elementi con i quali formare una propria band nella quale essere la solista. Sem­pre con questo progetto ben delineato in mente, Madonna accetta la proposta del suo ex ragazzo di Michigan, Steve Bray, che le offre il ruolo di batterista del suo nuovo gruppo. Torna così nel­la sua città natale, sicura che prima o poi sareb­be riuscita a convincere i ragazzi di lasciarle la parte di cantante. La band di Steve suona rock’n­’roll ed è influenzata in modo evidente dallo sti­le dei Police e dei Pretenders. I primi “Millionaire” cambiano ripetutamente nome, da “Modera Dance” ad “Emmy”, ex no­mignolo della Nostra, anche se Madonna non
ha dubbi sul fatto che il gruppo dovrebbe porta­re il suo nome. Il futuro per la band non è deci­samente brillante; nessuno di loro suona in moda professionale, prima fra tutti la stessa Madonna, ma grazie all’intraprendenza della ragazza, finalmente un produttore si offre di pa­gare le spese necessarie all’incisione di un na­stro di prova. Camille Barone della Gotham Management, questo il nome del produttore, cerca un contatto con una casa discografica e nel frattempo paga la band con un regolare salario e procura loro un appartamento nella West Side. I primi brani di Madonna e Steve sono pezzi di rock’n'roll decisamente ritmato, come uno di quelli incisi nella cassetta-demo, “Burnin’ up”. Madonna, alla chitarra, non fa certo scintille, ma è estremamente difficile trovare un musici­sta preparato alle condizioni che loro possono proporgli. Ma questo non è l’unico problema che affligge i rapporti tra i componenti del grup­po e il loro manager. Infatti, Madonna si stanca ben presto anche del genere rock, attratta dai ritmi neri che l’avevano appassionata un tem­po, come la musica soul della Motown Record. Sente che i tempi stanno cambiando ovunque viene suonato il funky, sembra proprio che il rock’n'roll non interessi più a nessuno. Ma il manager si ostina a vedere Madonna esclusiva­mente in veste rock, costringendola in una eti­chetta che lei non si sente più di portare; la Got­ham management odia i pezzi soul che lei e Ste­ve registrarono in quel periodo. Così, visto che il contratto discografico tarda ad arrivare, Ma­donna decide di rompere con il produttore, an­che se questo le crea delle difficoltà visto che la Gotham M. la cita in tribunale, qualche anno dopo, per la brusca rottura del contratto. La band la segue, ma la loro vita, per qualche tem­po, non è decisamente brillante. Sono costretti ad andare a dormire nella sala di registrazione, di cui Steve possiede le chiavi, e si nutrono prin­cipalmente di pop-corn e yogurt. Mentre intra­prende un “tour” sistematico di tutti i night clubs e discoteche di New York, in cerca di per­sonaggi del music business che potrebbero aiu­tarla a trovare un contatto e farla diventare la star che vuole disperatamente essere, Madonna scopre un altro modo per far soldi. Accetta di posare nuda per un fotografo che, tempo dopo, pubblicherà le sue foto in un paio di riviste per soli uomini, e si accorge che il denaro ricavato è molto, molto superiore a quello che si guadagna facendo la commessa al Burger King. Ma la sua carriera non si svolge in questo campo. L’espe­diente delle foto pornografiche è un episodio dettato solo dal bisogno di denaro, ma rimane un caso isolato nella sua vita. Già da qualche tempo, Madonna ha cominciato a comporre e cantare dei brani da discoteca, e cerca di sfon­dare da sola.
Frequenta in quel periodo, all’insaputa di Ste­ve, un locale non troppo rinomato, il Dancete­ria, in cui conosce il Dj Mark Kamins. Con lui Madonna sfodera tutte le sue armi e le sue abili­tà ammaliatrici, pur di convincerlo a passare uno dei brani che ha scritto durante le serate in discoteca. Mark ha un buon orecchio per quel genere musicale e ha contatti con molte compa­gnie discografiche in cerca di nuovi talenti. Ma­donna gli fa avere un nastro con quattro canzoni e una sera Mark trasmette “Everbody“, che en­tusiasma non solo il pubblico in sala ma colpisce l’interesse di uno scopritore di talenti della Sire Record, che è presente tra la clientela-strana ma fortunata coincidenza. Al suono di “Ever­body” la gente balla allegramente e Madonna si rende conto che è arrivato il suo momento. Sey­mour Stain, il boss della Sire Record (distribuita dalla Warner Bros) è costretto in ospedale per un incidente, ma fissa comunque un appun­tamento con Madonna, grazie anche alle insi­stenze di Mike. Stein rimane impressionato dal­la ragazza, come descriverà più tardi. «Quando entrò nella stanza, la riempì come un incanto con la sua esuberanza e determinazione. Capii subito che aveva le caratteristiche per esprime­re il sua talento». Con la Sire, Madonna registra i suoi primi due singoli, “Everbody” e “Burni­n’up”, che riscuotono un buon successo di clas­sifica  pur non vendendo moltissimo e di­ventano popolarissime in clubs e discoteche. In quel periodo Madonna fa delle regolari appari­zioni in diversi locali, mimando e cantando in play-back le sue canzoni. Il pubblico inglese la conosce in questo modo, vedendola per la pri­ma volta quando si presentò allo spettacolo te­levisivo “The Tube“.
Intanto, è necessario trovare un manager all’al­tezza della situazione; la prima persona a cui Madonna pensa è Freddy De Mann, a quel tem­po manager di Micheal Jackson. Anche questa volta aiutata dalla sua personalità accattivante e dalla sua incontentabile sensualità, non le è dif­ficile conquistare la fiducia e le grazie del poten­te personaggio. Così De Mann accetta di occu­parsi della carriera di Madonna e viene pubbli­cato anche il primo album dell’artista, chiamato semplicemente con il suo nome. L’LP contiene sei brani scritti da Madonna stessa e due compo­sti da Reggie Lucas, professionista dell’ambien­te, ed è una collezione di pezzi “disco”, senza un reale peso musicale, ma ottiene un enorme suc­cesso in tutto il mondo. Madonna lo chiama “un album di musica aerobica”, ma la sua atletica musica dance è suonata da tutte le radio, quan­do “Holiday” viene registrata come singolo e arriva in cima alla classifica americana. Non a caso, questo pezzo è frutto del lavoro del genia­le John “Jellybean” Benitez, con cui Madonna avrà una storia d’amore.
Mentre l’album imperversa in tutte le classifi­che, “Borderline” viene pubblicato come se­condo singolo e il personaggio Madonna diven­ta una delle novità più entusiasmanti del pano­rama musicale e non. Molti contestano l’imma­gine carica di erotismo e di spregiudicata fem­minilità a cui punta il suo rock. Si sprecano fiu­mi di inchiostro per commentare il suo ombeli­co scoperto, l’orecchino con la croce, i guantini di pizzo, gli innumerevoli bracciali che le copro­no l’avambraccio e gli atteggiamenti provocato­ri e a volte aggressivi di cui si serve per attirare l’attenzione della stampa e del pubblico. A raf­forzare il suo già incontrollabile potere sui mass media, si aggiunge un video promozionale in cui appare circondata da ragazzi, macchine e bom­bolette di vernice spray; un mezzo, il videoclip, che contribuisce ad aumentare il suo successo e ad aggiungere un pizzico di ironia e di umori­smo al suo esaperato personaggio di simbolo sexy e spregiudicato.
Il suo trucco pesante e il modo di ballare riesco­no a scandalizzare i benpensanti, ma i ragazzi di tutto il mondo la adorano e le ragazze cercano di imitarla, in tutto e per tutto, Sulla scia dell’e­splosione del fenomeno-Madonna, all’inizio del 1985 viene pubblicato il secondo LP della rockstar, “Like a virgin”, subito un successo strepitoso. Le aspettative erano grandi, e non vengono deluse; il relativo video appoggia la promozione del singolo e del disco, la cui pro­duzione viene affidata al grande Nile Rodgers e vede la collaboraziione di alcuni musicisti degli Chic. In classifica, “Like a virgin” mette in seria difficoltà le ultime produzioni di artisti colossali come Bruce Springsteen, Tina Turner e addirit­tura Prince. Solo negli Stati Uniti se ne vendono 5.000.000 di copie; lo stesso risultato si riscontra nel resto del mondo. Il personaggio che Madon­na ha proposto fino a quel momento viene ri­preso anche nei testi delle nuove canzoni: tras­gressiva e dissacrante, la star ha l’impellente de­siderio di far parlare si sé, di shockare, di sor­prendere. Per questo sue intento si serve anche del mezzo cinematografico; il desiderio di reci­tare, che in passato l’ha portata a comparire in pellicole di discutibile valore, come “A Certain Sacrifice” qualche anno prima, si realizza con il celebre “Cercasi Susan disperatamente”. Ma­donna accetta senza esitazioine di far parte del cast di questo film, in cui interpreta un ruolo de­cisamente ideale al suo personaggio. È difficile farsi prendere seriamente dai produttori, all’i­nizio, perché nessuno crede che la rockstar possa sostenere l’impegno e un ritmo di lavorazio­ne come quelle necessario alle riprese della pel­licola. Rimangono invece stupiti nel vedere come la ragazza si alza ogni mattina, puntuale come un orologio; pur andando a letto dopo mezzanotte, non le è difficile essere in piedi già dalle 4.30, ancora prima che si inizi a girare. La stessa giovane attrice affiancatale nel film, Ro­sanna Arquette, rimane affascinata dalla disci­plina che Madonna impone a se stessa e dal modo in cui riesce ad esprimere il suo satirico senso dell’umorismo. Certo, il primo approcio con l’esperienza cinematografica non è facile come lei si poteva aspettare: a volte il panico si impossessa della ragazza, che è così nervosa che le parole non le escono di bocca. Ma questo non basta a frenare il suo entusiasmo e la sua voglia di fare.
Il ruolo che Madonna interpreta nel film di Su­san Seidelman, sembra fatto appositamente per lei; nono­stante le contraddizioni di Susan, che potrebbe essere la sorella minore di Madonna, sono pres­enti la stessa esuberanza e lo stesso modo di vi­vere irregolare, inusuale, la stessa “pazzia” e bramosia di esistere, di provare sensazioni, la stessa voglia di libertà e lo stesso spirito anticon­tormista. Ormai la trama del film è nota a tutti; tra Madonna e Rosanna Arquette nasce una forte amicizia, nella vita proprio come nella fin­zione cinematografica e Madonna, al suo matri­monio, chiederà proprio a Rosanna di farle da damigella d’onore.
Grazie alla serietà e scrupolosità con cui Ma­donna ha intrapreso la carriera di attrice, anche la stampa punto di forza dell’etichetta artista è ancora la musica, e con il “Like A Virgin Tour” corona il suo successo internazionale, mentre “Into the groove”, il singolo tratto dalla colon­na sonora di “Cercasi Susan disperatamente” diventa un classico della discografia di Madon­na. Ma, tornando al tour, è proprio durante queste serie di concerti che l’intraprendente si­gnorina Ciccone dà meglio di se, inscenando un vero e proprio spettacolo teatrale. Durante le canzoni balla scatenata con i due partners, Mi­chael Parca e Lindon B. Johnson, mentre sei validi musicisti si occupano della parte strumen­tale. Per ognuno dei dodici pezzi, Madonna in­dossa un abito diverso impersonando così un personaggio differente, dalla prima Madonna tutta minigonne e bigiotteria appariscente, alla versione corpetto ridottissimo, fino alla candi­da ma non troppo  sposina in bianco tulle di “Like a virgin”, che ammicca da dietro il velo di seta. Il pubblico va in delirio; ad ogni spettacolo i fans sono presenti in massa, fino a raggiungere un totale di 360.000 spettatori per i 28 concerti del tour. Lo stress fisico che comporta uno show del genere non spaventa Madonna, la quale vuole occuparsi personalmente anche del truc­co. Tra il pubblico, un enorme stuolo di sosia della rockstar, migliaia di ragazze che cercano di muoversi, mentre i ragazzi sono entusiasmati dalla sue provocazioni e dalla sua mancanza di inibizioni; come un sogno, il suo progetto si è davvero realizzato. A quel punto, aveva accu­mulato tanto successo di diventare uno dei nomi più imporanti dello spettacolo, stella fra le stel­le. Le critiche positive sulla sua recitazione in “Cercasi Susan disperatamente” significano che Madonna ha un altro modo di mantenere la sua notorietà anche se, un giorno, dovesse sco­prire che i suoi fans si sono stufati della sua mu­sica. Ma non è ancora così. Per il momento, si crea intorno a lei un clima di bramosia di noti­zie, ogni piccolo particolare della sua vita diven­ta di dominio pubblico se solo riesce a passare oltre la sua schiera protettiva. L’annuncio del suo matrimonio è sicuramente la notizia più sensazionale e sorprendente, sia per il tipo di mentalità legata al suo personaggio, che per la delusione del pubblico maschile nel sentire che la loro beniamina ha già trovato un principe az­zurro degno di starle vicino. Mentre Madonna appare senza sosta sulla copertina di tutte le ri­viste del mondo, il 16 agosto 1985 la scintillante rockstar convola a giuste nozze con l’attore Sean Penn; un matrimonio pubblico che non si annuncia così burrascoso e difficile come in fu­turo si rivelerà.
La cerimonia, avvenuta a Malibu, lo stesso gior­no del compleanno di Madonna, è delle più classiche e tradizionali, al contrario di quanto ci si poteva aspettare da un personaggio così po­liedrico e antinconformista. Forse guidata dalla sua profonda fede religiosa, la rockstar ha ab­bandonato i panni stravaganti che veste per l’immagine pubblica almeno per un giorno così importante. Sean Penn giunge ad un punto im­portante della sua carriera cinematografica con il film “Il gioco del falco”, la sua interpretazione fino ad allora più apprezzata. Tra Sean e Ma­donna c’è un’intesa particolare, un legame così forte da giustificare la scelta di sposarsi in due persone talmente esuberanti, e apparentemen­te contrarie ad un rapporto impegnativo come la vita matrimoniale. Madonna stessa spiega la fonte della loro attrazione: “Abbiamo molto in comune, lo sento vicino come un fratello. Lui è molto gentile e affascinante, ed è saggio”. Dopo ogni spettacolo, la cantante spende regolar­mente mezz’ora del suo prezioso tempo al tele­fono con Mr. Penn, che durante il tour mondia­le di Madonna lavora ad un film nel Tennessee. La loro storia d’amore è tra le più pubblicizzate, specialmente per la morbosa gelosia e il caratte­re decisamente rissoso e attaccabrighe del si­gnor Penn. Ogni pretesto è buono per prendere a pugni un fotografo impiccione o un fans inva­dente; chiunque si avvicini alla sua donna o la sfiori con lo sguardo viene steso a terra da un improvviso cazzotto. L’iperprotettivo marito colleziona così decine di denunce e di arresti per aggressione. Sean vuole la moglie tutta per sé, vorrebbe chiuderla in una torre d’avorio ed eli­minare i contatti della star perfino con i suoi col­laboratori professionali. Anche durante la lavo­razione del film che li ha visti entrambi protago­nisti, il deludente “Shanghay Surprise”, ci furo­no degli scontri tra gli insistenti paparazzi e l’ir­ruente, marito e alcune scene vennero rovinate da questa tensione. Trapelano vicende di litigi che vedono Madonna che scaraventa il consorte ubriaco fuori dalla loro casa a Malibu, ma sono soltanto pettegolezzi; l’amore tra i due sembra inattaccabile. La ragazza fa buon viso e cattivo gioco davanti alle scenate del marito, anche se rendono difficile la loro vita di coppia. Inoltre, Madonna non è meno gelosa di Sean, e capisce quello che prova il ragazzo, anche se si rende conto che manifesta in modo esagerato i suoi sentimenti.
Il tormentato rapporto tra i due non è l’unico avvenimento degli ultimi anni, riguardo a Ma­donna. Infatti, nel 1986, esce il suo terzo album, dedicato – guarda caso – proprio a Sean Penn. All’interno del disco, c’è una frase stam­pata che dice: «Questo album è dedicato a mio marito, il ragazzo più sfacciato di questo mon­do». “True blue” contiene molti 45 di successo, canzoni che hanno spopolato per diversi mesi in tutte le radio e in tutte le classifiche. Basti citare “Papa don’t preach”, “La isla bonita”, “Open your heart”, la stessa “True blue”, o “Live to tell”, l’opera della maturazione, il pezzo che in­troduce al pubblico la nuova veste di Madonna. Infatti, anche il suo look ha subito qualche cam­biamento: sulla copertina del disco, e nei video relativi ai singoli, compare una donna dai capel­li biondissimi e corti, dal trucco raffinato e un po’ fatale, più affascinate e misteriosa che mai. Abbandonati pizzi e guantini bucati, la nuova veste della star sono bustini viola e calze a rete, con cui torna ad incarnare un ideale di donna che è sempre nella mente di ogni uomo. La cosa particolare è che Madonna è sempre una forte attrazione per il pubblico maschile, qualunque sia il suo aspetto in quel momento. Ha una com­ponente particolare, che la rende unica anche quando cerca di imitare il fascino di Marilyn, in­genua e sexy, e di raggiungerne le mete. Ma sot­to il trucco c’è sempre Madonna, e questo è im­possibile dimenticarlo. È come se Madonna fosse un’idea, un’entità, qualcosa di indefinibi­le e inafferrabile. Il suo cambiamento più sor­prendente rimane, fino al quel momento, quello proposto nel video di “Live to tell”, registrato per la colonna sonora del film “White Heat”. Mentre cerca di dare il meglio delle sue doti vo­cali, grazie ad una canzone sicuramente più “se­ria” di quelle dei suoi precedenti album, Ma­donna appare in abiti quasi castigati ed ha un aspetto semplice, maturo, in parte drammatico, completamente controllato. Sparite cianfrusa­glie di ogni genere, bigiotteria e atteggiamenti dissacranti, affiora un nuovo aspetto della sua personalità, quello di una donna intorno ai tren­t’anni che ha trovato il modo, ancora una volta, di restare sulla vetta. Ma è solo per poco che questo atteggiamento “innocente” la caratteriz­za; subito cambia volto e diventa la disincantata spogliarellista del video “Open your heart” in cui ancora una volta si diverte a provocare e scandalizzare, coinvolgendo un bambino nello scenario “proibito” del clip. Madonna è anche la ragazza di “Papa don’t preach”, che combatte con il padre e con la mentalità della gente pur di tenere il bambino che ha in grembo. Un bambi­no che dovrà nascere ad ogni costo, perché frut­to di un amore vero anche se contrastato. I buo­ni sentimenti, in fondo sono la vera natura di Madonna, e questo è qualcosa che i suoi fans riescono a sentire, perché prendono in seria considerazione le sue opinioni, qualunque sia­no. E la rockstar cambia pelle nuovamente, di­venta la pazzoide protagonista di “Who’s that girl”, discussa prova cinematografica di Ma­donna nel 1987. Il film dà il nome ad un singolo, come al solito vendutissimo, tratto dalla colon­na sonora, ed al tour mondiale che la Nostra si appresta ad affrontare. La critica è come sem­pre dura con lei, ma il personaggio dell’ex dete­nuta esuberante ed anticonformista, con carat­teristiche simili alla stessa Madonna, è sicura­
mente simpatico, anche se il film non riscuote un successo clamoroso. Per il “Who’s That Girl Tour”, la straordinaria show-girl torna in Italia e conquista l’audience televisiva quando il con­certo viene ripreso dalla Rai. L’emittente di sta­to si assicura l’esclusiva mondiale  ad esclu­sione del Giappone, che poche settimane prima registra lo show e acquista i diritti di distribu­zione internazionale. Gli spettacoli sono studia­ti e programmati fin nei minimi particolari, come sempre sostenuti da una coreografia per­fetta. Ore ed ore di lavoro per il montaggio de­gli attrezzi, dei megaschermi e del palco, un nu­mero incredibile di persone addette ai lavori, oltre a truccatori, parrucchieri e sarte che si prendono cura dell’immagine di Madonna. Per non contare il cuoco personale (la star è rigoro­samente vegetariana) e l’allenatore che la segue nel tour per controllare la sua attività fisica. Per le coreografie Madonna ha chiamato Jeffrey Hornaday, che si è occupato di quelle di “Flash­dance” e “A chours line” ed ha creato per lei di­versi passi di danza, differenti tra loro. E in que­sta serie di spettacoli che Chris Finch, un giova­nissimo ballerino, diventa una celebrità grazie alle sue esibizioni insieme a Madonna e alla sua presenza nel video di “Open your heart”. L’ele­vato costo dell’intera operazione viene ampia­mente ripagato dal successo ottenuto un po’ ovunque. Tutti sono concordi nell’affermare che i concerti hanno regalato dei momenti di di­vertimento e spensieratezza, confermando la professionalità di Madonna e il suo desiderio di donarsi senza riserve, nonostante la fatica e l’e­vidente mancanza di vere e proprie qualità vo­cali. L’entusiasmo della giovane americana conquista la simpatia di una larga fetta di pub­blico, anche quello che prima di allora non l’aveva mai seguita. Calmatosi il ciclone “Who’s that girl”, si vocifera di partecipazioni di Ma­donna a spettacoli teatrali, mentre il suo matri­monio con Sean Penn comincia a naufragare.
Dopo diverse smentite e falsi allarmi, che fanno parlare per mesi dell’avvenimento, viene an­nunciato ufficialmente il divorzio. Madonna non può continuare a sentirsi legata, frenata da un uomo che vorrebbe avesse occhi solo per lui; ha bisogno di crescere, di cambiare, di spaziare.
Così il capitolo Penn si conclude, anche se le di­chiarazioni che lei rilascia di tanto in tanto non nascondono l’amore che ancora nutre per quel ragazzaccio dall’apparenza così rude e con l’a­nima del sognatore. Dopo aver sorpreso con le sue ambizioni teatrali, Madonna torna ad occu­parsi della sua carriera discografica. “Speed the Plow”, lo spettacolo teatrale che la vede prota­gonista, registra venti repliche in pochi mesi; un risultato ottimo, anche se il pubblico accorre alle serate più per curiosità che per fiducia nelle qualità recitative di Madonna. Ancora una vol­ta il mondo grida allo scandalo, appena il video di “Like a prayer”, viene trasmesso sui tele­schermi internazionali. Nel filmato, la statua di un santo di colore prende vita e scende dal pie­distallo, per poi baciare con passione e una pun­ta di sacralità la ragazza. Che, in mezzo alle cro­ci infuocate del Ku Klux Klan (che usa questi simboli per discolparsi dei suoi atroci delitti raz­ziali), o all’interno di una chiesa tra il coro di donne e bambini neri, balla scatenata, come posseduta da uno spirito indiavolato. Lo scena­rio indispone i benpensanti e soprattuto l’asso­ciazione “Famiglia domani”, che incrimina la rockstar di atteggiamenti blasfemi. Tutto que­sto polverone annuncia con una grossa pubbli­cità il ritorno di Madonna nel mondo della mu­sica. Anche quando le proteste finiscono per dissolversi, restano un efficace mezzo per incuriosire e rivolgere l’interesse del pubblico all’u­scita del nuovo LP della signorina Ciccone.  II vi­deo non fa più scalpore, ma ha lasciato come sempre un’impronta del passaggio della star, che è riuscita ancora una volta a creare polemi­che tra l’opinione pubblica. E se il primo clip ha esaurito la sua vena di scalpore, Madonna ci ri­prova con “Express yourself”. Questa volta, abbandonata la religione, i puristi si scagliano contro il contenuto erotico del video, che unisce il sesso alla politica. Madonna incita alla ribel­lione un gruppo di operai che la chiamano per strada, affacciata dal suo lussuosissimo attico. Le velate scene di nudo sono invece accusate di pornografia, provocando un altro terremoto. Per il video sono stati spesi oltre 5 miliardi di lire di allora, raggiungendo una cifra che registra un re­cord nella storia della videomusica. Il celebre David Fincher è il regista, e Fritz Lang è il mae­stro ispiratore. Da “Metropolis”, infatti, è estratta la frase-didascalia che chiude il video: “Senza cuore non ci può essere comprensione tra braccia e mente”.Così, anche questa volta, il tentativo di Madonna di esprimere la sua maturità sociale e artistica è passata per l’ennesima ricerca di notizia e il suo intento non è stato recepito. Forse perché è difficile unire la sensualità della star ai suoi desideri di impegno sociale? Questa provocazione, che sembra la più scioccante, è solo l’inizio di una serie di nuovi scandali. “E’ la donna che tutte le donne vorrebbero essere ma non hanno il coraggio di essere” dice di lei il suo mana­ger e Madonna sembra volerlo dimostrare ogni giorno di più. Ma accanto agli scandali cerca la conferma del proprio talento, del proprio ruolo, che lei stessa mette costantemente in discussione. Nel frattempo, riesce ad accalappiare Warren Beatty, “monumento” di Hollywood, attore,produttore e celebre amatore. Lei è Breathless (senza fiato) per lui, ma restare con il fiato mozzo è in realtà Beatty. “Dick Tracy”, il film che interpretano insieme, è un successo, e la loro love story riempie le pagine dei giornali di tutto il mondo. Per mesi Madonna tiene tutti sulla corda cambiando colore di capelli,dal biondo al nero “per sentirmi più italiana”, e facendo dichiarazioni sui suoi rapporti intimi con l’attore che vanta mille donne nel suo letto. Finchè dopo l’uscita del film si mette in viaggio con un tour che, diventata ormai manager a capo di una dozzina di società, ha curato nei minimi particolari. Non solo ha trascorso giorni e giorni in palestra. costruendosi un corpo come piace a lei, ma si è fatta disegnare dall’Enfant prodige della moda francese, il più tra­sgressivo degli stiliti,Jean Paul Gaultier, cento cinquanta chili di costumi: reggipetti a punta in oro, giarrettiere e bustini osé,costumini che più provo­catori non si può. Il tour, che si chiama molto opportunamente “Blonde ambition” ha scenografie megagalattiche, ideate da suo fratello Cristopher Ciccone dove si muovono su grandi schermi, uomini seminudi che fanno da contorno alla sua bionda e muscolosa sensualità. E’ un trionfo che possiamo tributarle anche in Italia. I suoi balletti, per le coreografie di Vincent Patterson, entrano nelle discoteche e i suoi dischi si vendono ancora una volta come noccioline. Ma non solo ai teenagers.Il”colpaccio” di Dick Tracy le ha conquistato le simpatie anche dei trentenni e dei quarantenni.

A questo punto, Madonna può anche liberarsi di Warren Beatty, dicendo che è troppo “vecchio” per girare con lei, tutte le notti, nei locali trendy di Los Angeles e New York dove lei invece, tra trasgres­sioni gay e scandalosi corpo a corpo con maschi da copertina, trascorre tutto il tempo. Tornò anche di moda, in quei giorni, la sua relazione omosessuale con Sandra Bernhard, che però un anno dopo la sconfessa durante un suo tour musicale accusando­la di “averle rubato tutte le idee”.Mentre si spengono gli echi di quello che sembra l’apice del successo e qualcuno, cattivo profeta, pensa che d’ora in poi Madonna può solo declinare, la rockstar e attrice da accorta donna d’affari studia le prossime mosse da mettere a segno. Si offre una verniciata di intellettualismo interpretando un film con Woody Allen, “Ombre e nebbia”, storia di una trapezista malinconica. Firma un contratto con la Time Warner, che porta nelle sue casseforti una somma pari a 70 miliardi di lire e che prevede lo sfruttamento della sua immagine e dei suoi nume­rosi talenti in tutto il mondo, in ogni modo, affinché Madonna diventi ancora più mitica di quello che è oggi. Ma lei non sta certo a guardare e ad aspettare che le proposte le arrivino su un piatto d’argento. Ben decisa a collezionare ruoli cinematografici sempre diversi, accetta il suggerimento di Penny Marshall. che le propone il ruolo di una giocatrice di baseball degli anni 40, quando gli uomini erano al fronte e andavano di moda le squadre femminili nel film “A league of their owen”. Al suo fianco Geena Davis (oscar per “Thelma e Louise”) e, mal­grado le stroncature della critica più blasonata, i bottechini sono presi d’assalto. Un personaggio tranquillo, di sportiva, che spiazza ancora una volta i suoi fans, che tuttavia Madonna riporta subito alla realtà con “A letto con Madonna”, un videoclip in forma di film che presenta, con non poca presun­zione, fuori concorso al Festival del cinema di Cannes.
Il film, che da un lato fa sghignazzare i cinefili, dall’altro eccita la fantasia dei suoi seguaci che naturalmente affollano le sale dove si proietta. Il Vaticano, che aveva tuonato contro la rockstar ai tempi del tour “Blond ambition” si pronuncia di nuovo contro quest’artista blasfema che si fa chia­mare come la vergine Maria. Il risultato? Il succes­so è ancora più eclatante e Madonna medita la prossima mossa che sarà la più trasgressiva di tutte. Le mosse invece sono due. Meglio: tre. La prima è un film di cui si parla molto da mesi, che si intitola “Body of evidence”, talmente osceno che viene vieta­to ai minori di 17 anni. La stampa si scatena, e le rivelazioni su quello che sta per succedere si fanno ogni giorno più succose. Alla Warner gongolano perché grazie alla proibizione il video va a ruba, anche perché sulla MTV, il canale musicale ameri­cano e sulle televisioni straniere che lo hanno com­perato, potrà essere trasmessa solo la versione pur­gata. Che a tutti sembra comunque molto, ma molto scandalosa. La rivista americana “Vanity fair” per rinfuocolare l’interesse pubblica un servi­zio fotografico di Madonna nuda, ma sembra quasi una raccolta di immagini per educande se parago­nato al libro che la stessa Madonna ha dato alle stampe e che in Italia è andato a ruba, intitolato “Sex”.
Le fotografie sono firmate Steven Meisel e vi sono contemplate tutte le possibilità di fare sesso. “La fantasia è la cosa più sicura che ci sia in fatto di sesso”. proclama la star alludendo al pericolo dell’ Aids. E ancora: “il sadomasochismo è una delle mie fantasie sessuali, ma spezzo anche molti altri tabù. Io credo che se una persona accetta la propria sessualità senza vergogna non c’è ne pornografia nè violenza”. Animali,coltelli, bottiglie e altri oggetti fanno parte di queste fantasie, secondo Madonna.

Poi arriva il disco “Erotica” che è un compendio di quello che ha fatto nelle ultime settimane, ma più alla portata di tutti, anche dei minorenni. Per pre­sentarlo al pubblico italiano sceglie le sfilate dei due amici stilisti Dolce e Gabbana; lei arriva con zoccoloni, impermeabile, un dente in oro che ha una D incisa al centro per ricordare una diva di 40 anni fa, Dita Parlo. Dei giganti neri le fanno da guardaspalle mentre i fan le urlano parole adoranti e qualche insulto. Come sempre, polarizza l’atten­zione, anche di una città frenetica come Milano, che resta paralizzata per un giorno a causa sua. E quando tutti vedono quello che Madonna ha realiz­zato restano a bocca aperta. Lei e Noemi Campbell, lei e Isabella Rossellini, lei e altre modelle celebri che si baciano voluttuosamente e si accarezzano peccaminosamente. “Mi piaciono molto le ragazze,come i ragazzi”, dichiara infatti con semplicità. E passa così dalla braccia muscolose del ballerino Rocky Santiago e di Vanilla Ice a quelle delle top model. “Devo inventarmi uno scandalo al giorno per restare a galla”. ha confessato in segreto una sera ad un’amica giornalista”.

La storia piu’ recente non ha cambiato le abitudini di Madonna,passando da una veste all’altra con una disinvoltura camaleontica.Nel 1996 interpreta Eva Peron nel film Evita diretto da Alan Parker,che la consacra definitivamente anche come attrice.Negli anni seguenti seguono dischi come Ray of Light,American Life o come Confession on a dance floor in cui riprende una hit degli Abba “Gimme,Gimme,Gimme!!” e la sfrutta a suo uso e consumo per quello che è un disco che segna l’adattamento di Madonna alla musica del 2005.

Ancora nel 2008 e, a 50 anni suonati,pubblica quello che al momento è il suo ultimo album,Hard Candy,ennesima trasformazione di Madonna,che la vede collaborare con produttori come Timbaland  e Justin Timbarlake. Ma dopo quest’ultima  provocazione, come potrà ancora stupire i suoi fans`? E’ una domanda alla quale oggi forse nemmeno Madonna sa dare una risposta.

Fonti:Star People,Status Symbol

Siti correlati:

www.madonna.com
cicconemadonna.splinder.com
madonnablog.wordpress.com


29 Ottobre, 2008 - Pubblicato da metropolis73 | Personaggi famosi, Storie di vita | , , , , , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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